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Le prime tre proposte potrebbero passare attraverso l’art. 3 della 165/2001 con il quale entrare in deroga alle rigidità del CCNL vedasi Università e Ricerca.
In fine due considerazioni…
Con nessuna delle prime tre ipotesi si potranno risolvere gli annosi problemi della prima area e di tutte le altre categorie del personale civile, transitati compresi.
Nonostante quello che altre OO.SS. asseriscono per smontare l’ipotesi specificità, i soldi ci sono e l’amministrazione non è disposta a impegnarli per il personale civile.

Ha elencato poi quattro possibili percorsi distinti e elencati nel seguente ordine di priorità.
I primi tre punti individuati possono contribuire a ridurre le differenze retributive con gli altri ministeri. Ma, non sono una soluzione completa, ne aiutano a risolvere problemi del transito dei militari assoggettati ad una norma obsoleta che forse poteva andar bene quando i numeri erano assai minori.
Se il fondo non è una tantum, tali risorse devono essere utilizzate per l’istituzione di una indennità mensile, stabilizzata e che produca benefici previdenziali senza dover passare attraverso la contrattazione integrativa annuale.
la sezione contrattuale solo per la difesa può realizzarsi solo attraverso una deroga all’attuale CCNL ed è in evidente contrasto con il nuovo assetto dei comparti.
L’indennità di amministrazione della difesa è la più misera di tutti i ministeri e andrebbe modificata all’ARAN dagli stessi sindacati che sino ad oggi l’hanno resa tale.




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